MR.KITO – The State Of Presence

MR.KITO, progetto solista del francese Eric Michot, è qualcosa di molto interessante è di non troppo facile catalogazione… Direi Indie Rock probabilmente, ma non al 100%.

Il suo album The State Of Presence conta 13 tracce molto varie ed interessanti. Il cantato di Eric è sempre molto soffice ad avvolgente.
L’album si apre con un’intro che poi sfocia in Alexander The Great, canzone di una psichedelica monotonia che inizia piano piano a conquistare l’ascoltatore.

Con Heaven’s Break abbiamo certe sperimentazioni molto interessanti soprattutto a livello produttivo.

La produzione infatti ha punti molto curiosi, fortemente indie e sicuramente non qualcosa di convenzionale o che si ascolta tutti i giorni, devo assolutamente fare i miei complimenti, mi piace quando gli artisti provano nuove vie di sperimentazione.

I Have No Brain parte invece in pompa magna bella rockeggiante, molto più carica dell’ipnotismo sino ad ora sentito.
Si tratta di una canzone molto carina e interessante.
Arriviamo quindi alla title track: The State Of Presence.

Essa rappresenta il disco al 100% in quanto include i soliti riff molto particolari e l’atmosfera di sogno a cui ormai ci siamo totalmente abituati.

Il testo è davvero molto bello.

Un disco che sa sorprendere sotto ogni punto di vista, non sto a raccontarvelo tutto altrimenti ve lo perdereste, godetevelo:

http://mrkitomusic.com/
The_State_of_Presence_Album_cover_Front

Dog Society – Emerge

Ciao ragazzi eccomi di nuovo qua per una nuova recensione. Oggi parlaremo dei Dog Society una band di NYC formata da Brian Schnaak, Bruce Brauer, Rich Guerzon e Joe Ranieri.
L’album in questione si chiama Emerge ed è acquistabile su Bandcamp (http://dogsociety.bandcamp.com/album/emerge), mentre per le copie fisiche bisognerà aspettare il 19 di novembre.
Ma parliamo ora dell’album che potremo catalogare come indie rock. Nonostante io non sia un fan di questo genere devo ammettere che ho amato il lavoro fatto dai chitarristi in quanto riesce ad essere semplice, ma mai eccessivamente banale, quindi complimenti.
La produzione è un gradino sotto la produzione pulita tipica del genere (e no ragazzi questo è un complimento per me, almeno la band salva la sua personalità!) il che fa risaltare abbastanza la batteria.
E ammetto di sentirci anche influenze non prettamente “moderne” soprattutto come scelte stilistiche (penso all’intro di Pink Sun, ma è solo un esempio).
La voce mi piace, graffiata, ma con una buona dose di personalità. Il problema è che forse la produzione pecca proprio qua soffocandola un po’ in alcuni casi, ma nulla di così grave.
Una nota per il lavoro di basso in Spoken Word, veramente piacevole.
Per concludere complimenti alla band, un album godibile, ora tocca a voi scoprirlo, il link al Bandcamp già lo avete, questo è il sito ufficiale: http://dogsociety.tv/

Luca