Whisky N’ Rye – Sick Soul Summertime

Whisky N’ Rye e con un nome del genere come possono non essere dei fighi?
Non sto scherzando, come ho letto il loro nome ho subito pensato “geniali!”, in ogni caso andiamo ora ad analizzare Sick Soul Summertime (ammetto che anche il titolo dell’album mi è piaciuto).
Che dire del genere? Del sano roots rock bello forte accompagnato sia da una musica molto bella che dei testi ben sviluppati.
Una cosa che ho amato su tutte è certamente la produzione bella pastosa che si sposa alla perfeziona con il genere di questi ragazzi.
La voce è molto coinvolgente e già dalla primissima canzone (Bottleneck Blues) ci si sente totalmente catturati all’interno del disco. Ma come si presenta l’album in generale? Beh molto bene direi!

La composizione è ben gestita, l’album è di una lunghezza modesta e non annoia minimamente… Anzi! Viene certamente voglia di portarselo sino in fondo.
Il singolo Sick Soul Summertime è un vero cannone di potenza ben riffeggiato ed energico, davvero i miei complimenti a questi ragazzi!.

Da segnalare anche la presenza di un italiano a bordo, il tastierista Marco Longo.

http://whiskeynrye.com/music/?preview=true&preview_id=1542&preview_nonce=86f0e20e0c

MR.KITO – The State Of Presence

MR.KITO, progetto solista del francese Eric Michot, è qualcosa di molto interessante è di non troppo facile catalogazione… Direi Indie Rock probabilmente, ma non al 100%.

Il suo album The State Of Presence conta 13 tracce molto varie ed interessanti. Il cantato di Eric è sempre molto soffice ad avvolgente.
L’album si apre con un’intro che poi sfocia in Alexander The Great, canzone di una psichedelica monotonia che inizia piano piano a conquistare l’ascoltatore.

Con Heaven’s Break abbiamo certe sperimentazioni molto interessanti soprattutto a livello produttivo.

La produzione infatti ha punti molto curiosi, fortemente indie e sicuramente non qualcosa di convenzionale o che si ascolta tutti i giorni, devo assolutamente fare i miei complimenti, mi piace quando gli artisti provano nuove vie di sperimentazione.

I Have No Brain parte invece in pompa magna bella rockeggiante, molto più carica dell’ipnotismo sino ad ora sentito.
Si tratta di una canzone molto carina e interessante.
Arriviamo quindi alla title track: The State Of Presence.

Essa rappresenta il disco al 100% in quanto include i soliti riff molto particolari e l’atmosfera di sogno a cui ormai ci siamo totalmente abituati.

Il testo è davvero molto bello.

Un disco che sa sorprendere sotto ogni punto di vista, non sto a raccontarvelo tutto altrimenti ve lo perdereste, godetevelo:

http://mrkitomusic.com/
The_State_of_Presence_Album_cover_Front

Universo – Nova Vida E.P.

Nuovo album per gli Universo, band al cui centro creativo e musicale vi è Leo Bor che ne
compone i pezzi e vi suona praticamente tutti gli strumenti.

Oltre a ciò ne è anche il produttore e a questo giro devo dire che ha fatto un lavoro molto
bello.
La produzione è perfetta al millesimo, non c’è veramente un suono fuori posto, tutto è pesato alla
perfezione.

Alla voce abbiamo invece Meika, la quale ha dato una prestazione davvero degna e validissima.

L’album si apre con Nova Vida, canzone dal riff davvero potentissimo, ammetto che ho visto
l’ep con grandissimo apprezzamento già alle prime note di Nova Vida (che è anche, per l’appunto
il titolo dell’opera).

Ma la canzone che ho preferito è proprio quella che viene dopo: Vou Vencer.
Lì la prestazione vocale è veramente eccelsa e poi vi è un assolo di chitarra che ha davvero
dell’esagerato in senso positivo, una goduria vera e propria. Quella canzone è un capolavoro.

Altra canzone che ho veramente adorato è Eternamente, ma tutto l’ep è davvero validissimo, fidatevi.
Vi sono spunti eccellenti ed eccezionali tirati fuori da quel genio che è Leo Bor e alla fine
interpretati con una voce quasi angelica.
Ve lo consiglio? Non solo, vi obbligo ad ascoltarlo!

https://www.facebook.com/universo.oficial
http://www.bandauniverso.com.br/

Lore City – Kill Your Dreams

Quando si tratta di arte la riconosci a mille chilometri di distanza ed è proprio di arte che stiamo parlando con i Lore City.
Ci tratta infatti di un duo (composto da Laura Mariposa ed Eric Bessel) decisamente fuori dagli schemi.
In Kill Your Dreams si riesce davvero a sentire qualsiasi tipo di sonorità, soprattutto merito di Eric che con strumenti come l’ebow su chitarra, la lap steel e il clarinetto rende il tutto quasi magico, un’atmosfera coinvolgente ed emozionante.

Come si può facilmente intuire dal titolo, la nostalgia e l’insofferenza emergono ed abbracciano l’ascoltatore con uno speciale stile a dir poco meraviglioso.
Non so davvero come descrivervi la bellezza di questo album che, a detta dello stesso Eric, è valso ben 8 anni di lavori.
E vi è un valido motivo, questi 8 anni si sentono tutti nelle orecchie mentre le melodie di questo bellissimo disco ci fanno totalmente impazzire.
Un must have, assolutamente.

http://lorecitymusic.com/album/kill-your-dreams

Adry – Place

Oggi si va a recensire un singolo invece di un album come d’uso.
Si tratta di Place opera dei britannici Adry già precedentemente noti con l’album Blue Lights.
Place è una canzone relativamente semplice e molto intuitiva, con un testo molto chiaro e bello.
Lo strumentale è decisamente ben strutturato, molto atmosferico e anche ben prodotto. La voce è forse leggermente grezza dal lato produttivo, ma sono gusti personali, si tratta comunque di un’ottima linea vocale.

Bellissima anche la copertina del singolo, davvero un piccolo capolavoro.
Ma Place è solo un anticipo di quello che sarà “NOTES.” ovvero il prossimo album della band. Restate quindi sintonizzati sui siti ufficiali che vi lascio sul fondo.

In generale un apprezzabilissimo di rock e pop, consiglio l’ascolto assolutamente!

Notare anche la presenza di un italiano a bordo ovvero il batterista Riccardo Preda.

Sito Ufficiale: http://www.adry.co.uk
Singolo: https://soundcloud.com/aadry/adry-place
YouTube: http://www.youtube.com/watch?v=v0KG6XNEHhQ

Place

Catalina Shortwave

Come descrivere i Catalina Shortwave in poche parole? Ragazzi non è facile, perché parliamo di una band che gode di un’enorme varietà di genere, ma se proprio dovessi avere una pistola puntata alla testa e scegliere un termine questo sarebbe di sicuro: LoFi. Sì perché i Catalina Shortwave sono FIERAMENTE una band LoFi con questa produzione veramente particolare che va a sposarsi alla perfezione con ciò che loro suonano.
Si tratta infatti di un mix di “sfumature del rock” tutto ciò che è rock qua dentro lo trovate, con una forte impronta retro.
Il cantante è dotato di una voce bella profonda e potente, la chitarra suona di un indie mostruoso e ragazzi, è una cosa positivissima che mi fa molto piacere dato che raramente si possono godere perle di tale calibro in musica major, anzi non esistono e basta.
Penso a Set My Horses Free dove la chitarra raggiunge limiti piacevolmente distrutti con il suo assolo.
Ma ci sono anche brani come Don’t Never Take Your Love Away che sono tracce belle semplici e godibili senza alcun orecchio allenato e desideroso di chissà quale particolarità sonora.
Per finire direi che Hazel Dear è il loro pezzo che ho amato maggiormente, con alcuni suoni belli elettronici e campionamenti carini, una canzone davvero bella.

Potrei passare ore a recensirveli, ma non basterebbero, ascoltateli, che questi pazzi meritano tantissimo: https://soundcloud.com/catalina-shortwave
https://www.facebook.com/pages/Catalina-Shortwave/667144919966061
http://www.catalinashortwave.com

Decadent Heroes – Shades Of Light

Quando penso a canzoni strumentali con chitarra come strumento principale mi vengono alla mente Gilbert, Satrini e il mio preferito, John 5.
Sto parlando di chitarristi incredibili con una tecnica folle e un songwriting di altissimo livello, ma oggi non andrò a recensire nessuno di loro anzi, abbandoniamo pure i grandi palchi donati dalle major e gettiamoci nella musica dei Decadent Heroes, progetto solista del passato chitarrista di Smokin’ Steps e Plastic Ash Decadent Hero.

L’album si apre con Smoke In The Air composta da un susseguirsi di accordi molto semplice con una chitarra solista che non spicca di chissà quale particolare tecnicismo, ma riesce a fare una cosa meravigliosa: emozionare. Si perché forse la canzone ai più potrà anche sembrare leggermente lunga per il suo genere, ma si sente tutto l’amore infuso dal chitarrista nel suo strumento, direi l’inizio perfetto per un e.p.

Shades of Light, titletrack e singolo, è veramente qualcosa di sublime e da sola rende giustizia a tutto il disco. Ci troviamo di fronte ad un artista davvero promettente e con enormi potenzialità.

Non sto nemmeno a descrivere il resto delle canzoni perché la cosa migliore per l’utenza è avere modo di ascoltare tutto il lavoro di questo ragazzo e soprattutto, merita davvero l’acquisto anche solo di un brano. Mi trovo assolutamente di dirlo, questo è un artista che deve davvero fare strada.

http://decadentheroesmusic.com/