Intervista a Randy Ichinose del duo Barclay & Ichinose

Barclay & Ichinose sono un duo italiano. Il genere musicale? Sinceramente non so dirvelo e sinceramente pur avendo ascoltato in anteprima il loro E.P. “Barclay & Ichinose I” non so ancora rispondere.
Questo è l’inizio di un ciclo dove recensiremo l’album e intervisteremo la band. Oggi abbiamo qui con noi Randy Ichinose (batterista, seconda voce e produttore).
Luca: Ciao Randy parlaci un po’ di come è nata la band.

Randy: Dunque era maggio/giugno 2012 e avevo voglia di formare una band per passare un po’ il tempo libero.
Ho contattato Joe, conosciuto a scuola alcuni anni prima, con il quale non avevo mai suonato, ma ero decisamente affascinato dalla sua mostruosa conoscenza musicale.
Dopo aver iniziato a suonare ci siamo resi conto di due cose: avevamo molto da dire, la band sarebbe stata una cosa seria e di sicuro avremmo solo suonato noi due.

Luca: Proprio a questo proposito, come mai suonate solo in due? Questo non è un problema?

Randy: Vedi devi sapere che io e lui siamo musicisti molto differenti eppure abbiamo un affiatamento incredibile. Tutto ciò che hai avuto modo di sentire nell’e.p. è frutto della collaborazione di entrambi. Finiamo sempre con il contaminare l’uno i pezzi dell’altro e non puoi immaginare quanto questo ci piaccia, spesso le idee migliori nascono proprio dalla collaborazione. Citerei sicuramente The Giant, canzone scritta da me, ma con l’assolo finale improvvisato da Joe.

Luca: Molto interessante, per curiosità, potresti dare qualche linea guida per differenziare i vostri gusti musicali?

Randy: Assolutamente. Dunque io ascolto molta musica anni ’60 “mod”, band come The Who, The Kinks, The Small Faces, The Skatalites, James Brown,… A questo però aggiungo una grandissima passione per la, tengo a specificare, vera, musica emo (Texas Is The Reason, Fugazi, Pg.99, Circle Takes The Square,…). Molto recentemente poi ho iniziato ad ascoltare Post-Rock.
Joe l’ho conosciuto come amante del progressive (Genesis, Van Der Graaf Generator, ELP, King Crimson,…) con una forte passione per la musica rock anni ’70 (Led Zeppelin, Deep Purple, Rainbow,…). Recentemente ha iniziato ad ascoltare i Beach Boys i quali hanno cambiato completamente il suo modo di comporre.

Luca: Come avete scelto le parti vocali dell’e.p.?

Randy: Diciamo che ognuno ha cantato ciò che ha scritto anche perché vocalmente siamo MOLTO differenti quindi viene naturale scrivere i propri pezzi basandosi sulla propria voce.
Poi per dire molte parti vocali sono nate al momento della registrazione (i cori in A Nail In My Head o la parte centrale di Life Is Passing By per citare qualcosa). In ogni caso Joe è la voce solista del gruppo… Anche perché cantare, mentre si suona la batteria non è che sia semplicisissimo [Ride]

Luca: Soprattutto dato il tuo modo di suonare la batteria! A chi ti ispiri?

Randy: Voglio essere sincero, non mi ispiro a nessuno. Cerco sempre di improvvisare e di armonizzare la batteria con la canzone… Anche perché, essendo solo in due, abbiamo bisogno di riempire molto il suono.
Ovviamente moltissime delle mie scelte sono riprese dal grandissimo Keith Moon.

Luca: Suoni praticamente senza charleston e ride, senza risonanti e con le spazzole,…

Randy: Questo crea un suono particolare non trovi? (Ride)

Luca: Eccome! Apprezzo moltissimo il drumming dell’e.p. mi hai davvero colpito. A proposito, tu hai anche un side-project di musica elettronica, come riesci a far convivere i tuoi due progetti?

Randy: Non lo chiamerei side-project a dire la verità. Avevo iniziato a fare musica elettronica diverso tempo fa… credo sia di grande aiuto per “estendere” la propria visione di musica.
Come hai visto, prima, non ho citato alcun produttore di musica elettronica fra le mie influenze, semplicemente perché non ne ascolto (fatta giusto eccezzione per qualche pezzo di Skrillex e Aphex Twin).
Avevo smesso di produrre proprio quando è nata la band e ho ricominciato quando ho avuto un gravissimo problema alla spalla che rischiava di impedirmi di suonare la batteria.
Io non lo vivo come un side-project perché sono due mondi completamente diversi di fare musica.
A breve uscirà un e.p. che sarà un po’ il riassunto di ciò che ho fatto in quel brutto periodo. Tornerò a fare nuova musica? Sicuramente. Una traccia ogni tanto viene fuori (senza considerare che c’è di mezzo qualche colonna sonora di cui adesso però non posso parlare), in ogni caso ho composto talmente tanta musica in quel periodo che c’è ancora molto materiale non pubblicato che uscirà nei mesi a venire.
Quanto questo ha giovato alla band? Direi moltissimo, non a caso sono il produttore dell’e.p. Tutto ciò che ho imparato facendo musica elettronica ho modo di applicarlo nella produzione della band (che cerca comunque di essere il più vintage possibile).

Luca: Molto interessante. Per quanto ancora pensi vedremo B&I?

Randy: Sino a quando uno dei due non morirà [Ride]. Stiamo parlando di un progetto molto importante per entrambi ed è qualcosa di cui sicuramente non potrei farne a meno.

Luca: Grazie mille per l’intervista.
Il prossimo appuntamento sarà la recensione dell’e.p. con successiva intervista a Joe Barclay!

Luca.

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